L’amore può durare?

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Nel nostro attuale mondo siamo inondati di informazioni, tuttavia le problematiche che ci toccano più intimamente e nella nostra quotidianità restano spesso irrisolte e causa di insoddisfazione.

Desideriamo amare, ma soprattutto essere amati, generare e provare passione.

Cosa fa sentire la nostra relazione appassionata e sicura? La relazione sopravviverà alle sfide a cui è sottoposta: lo stress del lavoro, dei progetti, allevare i figli, l’invecchiare?

Le riviste sono piene di consigli e suggerimenti per migliorare le relazioni amorose. Tuttavia questi consigli ci distolgono da un importante aspetto: riflettere su quello che si sta già facendo!

La spontaneità e la passione non si ottengono a comando, come conseguenza certa di alcune nostre precise azioni. Se invece di agire ci fermassimo un attimo, potremmo osservare quello che succede. E’ l’approccio che insegnano la meditazione e la riflessione: desiderio e passione non sono frutto di premeditazione.

Osservare e capire quale sia il nostro ruolo nella relazione, il modo in cui partecipiamo e coinvolgiamo l’altro/a (o ci facciamo coinvolgere), ci aiuterà a intravedere il contesto che ci permette di essere più spontanei.

Nei fatti d’amore i coinvolgimenti più autentici si possono costruire e mantenere solo se si resta consapevoli dei cambiamenti e delle trasformazioni (che avvengono nella vita) che non sono totalmente sotto il nostro controllo.

Vogliamo ed abbiamo bisogno contemporaneamente di molte cose: affidabilità e sorpresa, avere e desiderare, conoscere ed immaginare.

Coltivare l’amore di una relazione ha bisogno di due persone che siano affascinate dai modi in cui, insieme ed individualmente, generano contesti o situazioni su cui poter contare. Due persone che tollerino la fragilità che si intreccia con la realtà e la fantasia: una comprensione di come nella vita la realtà spesso diventi fantasia e di come le fantasie divengano spesso realtà.

Fonte . “L’amore può durare ?” S. Michtell – Raffaello Cortina Editore – 2003