Il cibo, il peso e lo psicologo: l’alleanza che funziona

Come psicologi non ci occupiamo solo di problemi o disturbi psicologici.

Gli psicologi si occupano di comprendere “cosa” e “perché” le persone fanno quello che fanno.

Generalmente si pensa che lo psicologo intervenga solo quando il rapporto con l’alimentazione diventa altamente problematico, come nei casi della anoressia, bulimia, eccessivo sovrappeso e nei casi di malattie metaboliche come il diabete.

Invece lo psicologo è previsto nelle:
· Presa in carico degli aspetti cognitivi e comportamentali legati all’aderenza alla dieta ed al suo successo.
· Linee guida per il trattamento della obesità.
· Chirurgia bariatrica (trattamento chirurgico dell’obesità)
· Malattie del metabolismo (diabete, colesterolemia, iper/ ipotiroidismo)
· Ricerca per la qualità della vita e l’aderenza alla dieta nelle patologie croniche (Celiachia e allergie alimentari)

Perché quindi la Psicologia e gli Psicologi nelle Diete e nella Alimentazione?

Per quanto riguarda il cibo le cose sembrerebbero facili e scontate.
Mangiamo per sopravvivere, come tanti altri esseri viventi.
A differenza di altre specie, però, sembrerebbe che le cose non siano proprio così.
Lo psicologo che opera nel settore dell’alimentazione conosce i fattori psicologici e sociali che determinano e condizionano il rapporto con il cibo e comprende il rapporto tra fattori psicologici, condizioni fisiche e, in alcuni casi, i disturbi legati alle malattie, aiutando gli individui nella gestione degli aspetti psicologici.

Le domande più frequenti di chi si è rivolto a me :

1. Perché non riesco a non mangiare uno snack o qualcosa di dolce quando sono davanti alla tv?

2. Perché non riesco a raggiungere il peso che desidero?

3. Perché è cosi difficile per me perdere peso?

4. Perché mi sembra di non riuscire a controllare la mia alimentazione ed a seguire una dieta?

5. Perché faccio quello che non dovrei fare? (mangiare cibi che non posso?)

Le motivazioni di natura psicologica, delle quali non siamo consapevoli, rompono ogni nostra promessa e buon proposito. Ci troviamo, allora ,a mangiare anche quando non era previsto e anche quando vorremmo non farlo.
Ribadiamo qui che “psicologico” non significa “malato”: ci si riferisce, invece, a normali modalità di funzionamento della mente che possono essere conosciute e corrette affinché sia possibile seguire l’alimentazione necessaria per mantenerci in salute.

E per cominciare risponderò di seguito alla prima domanda.

dolce o frutta

Come faccio a non mangiare uno snack o un dolce quando sono davanti alla tv?

Si può superare questo momento preparando, in un momento precedente, delle verdure crude : carote, peperoni, finocchi, sedano (se vi piace crudo) e via così secondo quelle che sono le vostre “crudités” e mettetele insieme in una ciotola. La vista godrà dei colori e della quantità ( bisogna anche ingannare un po’ i nostri sensi) e voi potrete mangiare quanto volete.

Altro è se voi desiderate qualcosa di più , ovvero il famoso “dolce” serale, ma questo lo vedremo nel mio prossimo articolo sul blog!

Scrivimi se vuoi sapere di più o avere una prima consulenza personalizzata gratuita su questo argomento.