Mind Wandering: il Pensiero Errante che ci aiuta e/ci ostacola

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La mente che vaga è un fenomeno molto comune e quotidiano.  Consiste nello spostamento dell’attenzione dall’attività che si sta svolgendo verso sensazioni interne, pensieri, preoccupazioni personali. Alcune ricerche stimano questo “vagare” caratterizzare tra il 25% ed il 50% della nostra giornata.

La mente vagante (mind wandering in inglese) ha due facce: da un lato potrebbe essere legato alla ricerca creativa di nuove soluzioni per risolvere un problema, favorendo i processi associativi del pensiero.

Dall’altro ci permette di svolgere molte semplici attività automatizzate pensando ad altro, ma con una attenzione pronta a ri- focalizzarsi in caso la situazione lo richieda.

Cosa succede, invece, quando non siamo in grado di bloccare questi pensieri, per esempio nel caso in cui il compito richieda un’attenzione focalizzata?  Succede che capitino i cosiddetti fallimenti cognitivi, tra cui quelli di dimenticare o lasciare il proprio figlio in macchina.

Chiaramente questi Mind Wandering o Pensieri Erranti non sono intenzionali, ma si producono in momenti di stress : aumentandolo e peggiorando la nostra vita.

Il pensiero errante è disfunzionale quando non riusciamo a indirizzare la nostra attenzione dove ci serve, secondo necessità.

Un buon livello di benessere insieme ad una vita con buone prestazioni cognitive consiste nella presa di consapevolezza che ci possiamo autoregolare.

control automonitoraggio L’ automonitoraggio ci aiuta a mantenere il focus su obiettivi ed azioni per noi importanti.

Come ridurre i pensieri intrusivi? Tramite l ‘ apprendimento esperienziale del Cosa è il MindWalk  che si è dimostrato efficace nella riduzione del pensiero errante con una migliore gestione dello stress.

Il MindWalk allena noi stessi a essere consapevoli di quello che accade dentro e fuori di noi, nella nostra mente e nel nostro corpo, lasciando scorrere i pensieri senza giudicarli e riportando l attenzione al momento presente, perché’ “noi non siamo i nostri pensieri”.

Tutto questo nella cornice della natura e della nostra vita reale, in un contesto esterno che rievoca la nostra quotidianità,  e non un luogo tranquillo e silenzioso privo di agenti esterni.

La presenza dell’ altro, il gruppo, suoni, odori e colori della realtà ripropongono il “ rumore “ quotidiano in chiave più percettiva.

Una volta apprese le tecniche in movimento, sarà naturale  al lavoro, nelle gare se si pratica sport, nei momenti in cui salirà la tensione interna , autoregolare le proprie emozioni con un incremento del benessere percepito.