Una runner e la sua Turin Marathon:  Mente e Corpo per un obiettivo raggiunto

Marisa,una runner torinese, mamma, lavoratrice e determinata nel raggiungimento degli obiettivi sportivi ci racconta quanto sia importante il fattore mentale nella corsa.

1. Quando hai cominciato a correre?

Ho cominciato nel 2008.
La corsa campestre l’ho iniziata nel 2009, iscrivendomi ad una alla società perché frequento il circuito canavesano dove si svolgono diverse corse campestri.

2. Quali erano i tuoi obiettivi nella corsa per il 2017?

Il 2017 è stato per me l’anno del raggiungimento degli obiettivi che mi ero prefissata: 3 ore e 30 per la maratona, vincere il campionato di Corsa Campestre della mia categoria ed il Premio Fedelissimi per maggior numero di gare svolte in assoluto.

corsa natura concentrazione mente running3. Raccontaci la tua esperienza della Turin Marathon 2017: il tuo pensiero quando sei partita.

Il pensiero: “Spero di farcela, lo stato d’animo di contentezza, ero sorridente.

4. Il tuo pensiero quando sei arrivata.

“Ce l’ ho fatta e sto bene, non ho dolori ; lo stato d animo: contentezza, ed anche un po’ stralunata, ero cosciente di aver ottenuto il tempo che volevo. Ho persino pensato che se non mi fossi fermata avrei tolto ancora 30 secondi.

5. Raccontaci un momento critico durante la Maratona e come lo hai superato.

Dopo il trentacinquesimo chilometro ho cominciato ad andare sopra i 5 min /Km che è il mio tempo
ed in quel momento ho pensato: “No, ce la devo fare, adesso, perché forse non avrò altra possibilità , stringi i denti e vai avanti ! Devi riuscire ad arrivare nel tempo!”. Ho recuperato di nuovo e sono andata bene .
Nel momento critico ti lasci sopraffare dal fattore mentale, la mente cede ai pensieri come : “No non ce la faccio, tanto ormai non ce la faccio ” e non fai niente per riuscire a recuperare.
Invece bisogna reagire, io mi son detta: “Stringi i denti e vai avanti”.
Altra crisi l’ ho avuta intorno al 40esimo Km, avevo voglia di zucchero e mi sono proprio fermata ad un punto ristoro ed ho bevuto qualcosa di zuccherato, mentre il mio allenatore mi diceva di non farlo . Io invece ho assecondato questo profondo bisogno di fermarmi e di bere e mi è servito.
Nei primi 21 km ho corso con un mio amico, dal 21 km mi ha accompagnato l’allenatore che mi ha seguito per preparazione.

 corsa montagna obiettivo preparazione running fatica vincere riuscire6. Quale fattore mentale ha contato nella corsa ?

L’autodisciplina, io ne ho tanta, sono costante, se devo fare una cosa la faccio. Se il mio allenatore mi dice: oggi si fa questo e quello, io lo faccio senza discutere, non dico : oggi non ho voglia, facciamo di meno.
Il fattore mentale della volontà anche conta molto: la forza e la volontà nel voler raggiungere il mio obiettivo.

7. Cosa ti ha fatto sopportare la fatica fisica?

Ero affaticata, ma non avevo male i piedi,neanche una bolla (nella prima maratona ho perso un unghia del piede, avevo scarpe non adeguate, strette)
Avevo una forma fisica adeguata e perfetta, solo la stanchezza fisica mi pesava, sono comunque 42 Km. Arrivi ad un certo punto che le gambe non reagiscono, come stessi in salita, sei stanchissima e devi superare quel momento con l’appoggio mentale che era il desiderio di voler arrivare. Ho anche pensato alle persone a cui avevo detto che avrei fatto il tempo del 3 e 30: le avrei deluse e mia avrebbe dato fastidio.

8. Il fattore mentale conta perché….

Il fattore mentale conta perché ti da la carica e la forza. Ho capito, inoltre, che per fare una buona prestazione devi avere la mente libera perché è fondamentale per la concentrazione . Puoi avere un corpo molto allenato, ma se la testa non è libera comprometti fortemente il risultato.
Mentalmente è importante essere coinvolti positivamente nella corsa che si sta facendo: se senti che stai facendo per forza qualcosa che non si ha voglia di fare, anche se il corpo è in forma la gara andrà male.
Io questo l’ho capito bene durante una gara campestre: era un periodo difficile per me, non riuscivo a liberare la mente, non riuscivo a concentrami, il corpo non rendeva come poteva perché non avevo voglia di farlo, ero lì ma volevo essere altrove e non vedevo l’ora di finire. La gara, ovviamente, è andata male.

9. Cosa hai pensato quando hai tagliato il traguardo della Maratona?

Quando sono arrivata in via Roma ho visto il primo palloncino e ho guardato il tempo: ho provato una grande soddisfazione e tanto tifo che mi ha aiutato. Anche a Nichelino e Borgaretto ho trovato tifo , bande che suonano ed è molto bello.

10. Mentre racconti del tuo arrivo sei sorridente, lo eri anche durante la Maratona?

Ho visto le delle mie foto ed ho pensato “Ma ero così?”. Io non mi sentivo così come appaio nelle foto, con un viso senza sofferenza, io so invece che stavo soffrendo molto, che era un momento duro per me.

corsa fattore mentale obiettivo running determinazione11. Quali passi ti hanno portato al raggiungimento del tuo obiettivo ?

La mia mente ed il mio assetto di pensieri mi hanno fatto raggiungere l’obiettivo durante il percorso arriva un momento in cui sei talmente stanca, ti fai prendere dal pensiero che non ce la farai a mantenere il tempo che vuoi, guardi l’orologio e capisci che stai rallentando. Mi sono molto concentrata e parlavo tra me e me: un discorso interno , non parlavo con l’allenatore, mi convincevo che ce la dovevo fare, stringere I denti e sopportare.

12. Il raggiungimento del tuo obiettivo 3 e30 che ricadute ha avuto ?

Provo un benessere generale, una soddisfazione. Una maggiore sicurezza ed autostima: ho visto che se voglio posso raggiungere un obiettivo, se voglio allora ce la posso fare. Mi sento in pace con me stessa. Ho pensato che avrei potuto dirlo alle mie figlie che sono venute all’arrivo , mi hanno visto ed erano anche loro contente.

13. La cosa più brutta che hai visto durante la Maratona.

I corridori che si fermavano perché zoppicavano, stavano male, mi dispiaceva per il dolore che provavano e tocca il tuo stato d’animo. I corridori che smettono di correre e camminano hanno un effetto deterrente mentre corri.

14. La cosa più bella che hai visto durante la Maratona.

L’ambiente è un fattore che mi sostiene molto e che nella maratona non c’è tanto, mentre il tifo delle persone da moltissimo oppure anche chi corre vicino a te e ti dice due parole serve a sostenerti.

15. Il punto di forza di Marisa che corre?

Il mio maggiore punto di forza la determinazione, ma anche il sapermi dare un obiettivo e la competizione, la voglia di superare sono lo stimolo di cui ho bisogno.

16 Il punto da migliorare di Marisa che corre?

Migliorare la qualità ovvero migliorare la velocità.

17. Consigli per chi vorrà affrontare la Turin Marathon il prossimo anno.

Consiglio certamente delle scarpe adeguate, organizzarsi per gli allenamenti in modo da rispettare la tabella e soprattutto avere mentalmente chiaro il proprio obiettivo e come raggiungerlo. Ci vuole anche una dose di spirito di sacrificio.
Per chi farà la Maratona per la prima volta, suggerisco di farla senza orologio, arrivare al traguardo deve essere l’obiettivo, non il tempo.

18. Il tuo prossimo obiettivo

Fare la Maratona di Berlino 18 settembre 2018 che fa parte del circuito delle più belle maratone del mondo e considerata un delle veloci. Vorrei fare un bel tempo: un minuto in meno mi accontenterei.
Il secondo obiettivo riguarda le corse del campionato e vorrei migliorarmi sui dieci km : correre ad una velocità maggiore